Un segnale di ripresa finalmente arriva dal mercato automobilistico italiano che a marzo 2025 inverte la tendenza negativa degli ultimi mesi facendo registrare una crescita del 6,2%, con 172.223 nuove immatricolazioni rispetto alle 162.140 dello stesso mese dell’anno precedente.
Dopo sette mesi di cali consecutivi, questo risultato porta una ventata d’ottimismo, anche se non basta a rendere positivo il bilancio del primo trimestre dell’anno, che si chiude con una flessione dell’1,6% attestandosi a 443.906 immatricolazioni contro le 451.320 di gennaio-marzo 2024. Ancora più marcata la distanza dai livelli pre-pandemia, con un pesante -17,5% rispetto al 2019.
La vera protagonista del mercato italiano si conferma l’ibridazione. Le auto ibride hanno conquistato a marzo ben il 45,4% del mercato totale, con un incremento di 6,4 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Un dato che si articola in un 12,8% per le full hybrid e un corposo 32,6% per le mild hybrid.
Ma la vera sorpresa arriva dal fronte elettrico. Le auto 100% elettriche hanno fatto registrare una crescita impressionante del 75,1%, arrivando a rappresentare il 5,4% del mercato. Un risultato ancora più significativo se si considera che è stato ottenuto senza il supporto di incentivi. Anche le ibride plug-in mostrano un trend positivo, salendo al 4,5% con un incremento del 37,4%.
Il diesel invece continua la sua parabola discendente, perdendo altri 5 punti e fermandosi al 10,2% di quota. Andamento negativo anche per il motore a benzina, che cede 4,4 punti attestandosi al 26,7%.
Tiene invece il GPL che, con una leggerissima flessione dello 0,2%, mantiene una quota di mercato del 7,7%, confermandosi una scelta apprezzata da chi cerca un’alternativa economica ai carburanti tradizionali.
Questi cambiamenti si riflettono positivamente sulle emissioni medie di CO2 delle nuove immatricolazioni, che a marzo cedono il 4,4% scendendo a 115,0 g/Km.
La classifica dei modelli più venduti in Italia vede ancora una volta la Fiat Panda dominare incontrastata con 12.587 unità immatricolate. Sul podio salgono anche la Dacia Sandero, che conquista la seconda posizione con 5176 esemplari, e la Citroën C3 con 5116 unità.
Nel segmento delle full electric, la Tesla Model 3 si prende la rivincita e torna al primo posto con 1565 unità, seguita dalla economica Dacia Spring (655) e dalla più costosa Model Y (649). Ma la vera sorpresa è l’ingresso della nuovissima Fiat Grande Panda nella top ten dei BEV, che si posiziona al 10° posto con 233 unità immatricolate.
Significativo anche il sorpasso nel settore delle ibride plug-in, dove la cinese BYD Seal-U conquista il primato con 1435 unità, superando la giapponese Toyota C-HR ferma a 703 esemplari. Un chiaro segnale dell’avanzata dei costruttori del Dragone nel mercato europeo.
Tra le auto diesel, l’Alfa Romeo Tonale guida la classifica con 1469 unità, confermando il buon momento del marchio italiano, seguito a breve distanza dalla Volkswagen Tiguan con 1465 esemplari.
Nel segmento GPL, la Dacia Sandero mantiene il dominio con 4610 unità, più del doppio della seconda classificata, il Dacia Duster (2169).
L’analisi della struttura del mercato rivela cambiamenti importanti nelle modalità di acquisto. I privati, pur mantenendo la leadership con il 46,7% del totale, perdono 3 punti di quota. Una flessione compensata dal forte incremento del noleggio a lungo termine, che guadagna ben 5,5 punti arrivando al 26,6%, grazie soprattutto alla spinta delle società captive dei costruttori.
Anche il noleggio a breve termine mostra un andamento positivo, con una crescita dello 0,9% che porta la sua quota al 13,3%. In controtendenza le autoimmatricolazioni, che cedono un quarto dei volumi scendendo all’8,1%, mentre le società mantengono una quota stabile al 5,3%.
Nel panorama automobilistico internazionale, la decisione degli Stati Uniti di imporre dal 2 aprile dazi del 25% sulle importazioni di veicoli prodotti all’estero rappresenta una nube scura all’orizzonte per i costruttori europei.
“Una guerra commerciale di questo tipo penalizzerà tutti: le Case automobilistiche globali e i consumatori sia americani che europei“, ha commentato Michele Crisci, presidente di UNRAE, l’associazione che rappresenta le case automobilistiche estere in Italia.
La Commissione Europea, per voce della presidente Von der Leyen, ha dichiarato che, pur mantenendo l’obiettivo di una soluzione negoziale, sta valutando con i capi di Stato e di Governo europei un piano di contromisure immediate volte a colpire specifici prodotti statunitensi, garantendo al contempo un impatto minimo sull’economia europea.
Il settore automobilistico si trova di fronte a sfide epocali, con la necessità di accelerare la transizione verso motorizzazioni a basse o zero emissioni, in linea con gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni di CO2.
Durante il recente Tavolo Automotive tenutosi al MIMIT, l’UNRAE ha presentato proposte concrete per accelerare la diffusione di veicoli a zero e bassissime emissioni, con particolare attenzione allo sviluppo delle infrastrutture di ricarica. Un tema cruciale è anche la revisione della fiscalità delle auto aziendali, attualmente penalizzante per le imprese italiane rispetto ai competitor europei.
La strada verso un parco circolante più sostenibile è ancora lunga: le stime fatte dall’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri indicano che a fine 2024 le auto elettriche rappresentavano appena lo 0,7% del parco circolante italiano mentre il 21,8% è ancora costituito da veicoli ante Euro 4.
La crescita del mercato elettrificato a marzo è comunque un segnale incoraggiante, che dimostra come, anche in assenza di incentivi, la domanda di veicoli a basse emissioni stia gradualmente aumentando.
Ma per raggiungere gli ambiziosi obiettivi europei, sarà necessario un impegno coordinato di tutti gli attori del settore, dalle case automobilistiche alle istituzioni, passando per i consumatori.