Alex Zanardi conquista la terza medaglia d’oro alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro all’età di 49 anni, portando a tre i suoi successi mondiali da quando iniziò nel 2012, a Londra. Zanardi ha corso per 20Km, mettendosi al comando solo verso la fine della gara. Dietro a lui arrivano, altrettanto straordinari, la medaglia d’argento Stuart Tripp (AU) ed Oliver Sanchez (USA), medaglia di bronzo.
“È stato un lungo viaggio, iniziato praticamente il giorno dopo i Giochi di Londra, quando decisi che mi sarei concentrato su un nuovo obiettivo della mia vita e che questo sarebbe stato Rio – ha raccontato Zanardi a BMW, che da sempre lo segue in questa avventura – Dovete anche sapere che lo stadio e le attrezzature di Rio sono costruiti dove una volte c’era un circuito di Indycar. Sono sempre stato veloce su quel circuito, ma non ho vinto una gara. Quindi, nel profondo del mio animo, pensavo che questa sarebbe stata un’altra opportunità per rimediare e per fare finalmente qualcosa di importante a Rio de Janeiro-
Come dire che, anche quando pensi di averle sentite tutte, c’è Alex Zanardi a dirti che la vita è strana ma bellissima. Alex poi ha raccontato: -Dopo gli anni entusiasmanti di preparazione e dopo essere arrivato qui per gareggiare su un percorso tecnicamente indovinato ma non esattamente quello giusto per me, è semplicemente fantastico assaporare, finalmente, il gusto dell’oro ancora una volta.”
Per chi pensa che abbia vinto con margine battendo avversari forse meno allenati -all’inizio lo abbiamo creduto anche noi- dovrebbe sapere che in realtà Alex ha vinto praticamente in volata, con 2 secondi sul primo inseguitore, dopo una partenza da dimenticare:
“Devo ammettere che è stato duro quando ho capito, dopo il primo giro, che mi trovavo soltanto terzo a quasi 20 secondi dietro a Stuart Tripp che conduceva in quel momento. Ma, nonostante ciò, ho continuato a spingere sulle manopole, seguendo il mio piano e attuando il mio progetto. Infatti, nel secondo giro, ho fatto veramente un miracolo. Perché non soltanto non rallentavo, ma sono riuscito addirittura ad aumentare la mia media e a sprintare verso la fine. Quindi, vincere una medaglia d’oro come questa per soli 2,7 secondi è ancora più soddisfacente. Sono molto, molto felice. Sono molto grato a tutte quelle persone che mi hanno aiutato ad essere qui e a vivere questo grande risultato”.
L’avventura di Rio de Janeiro però non è finita per Zanardi, che ha davanti ancora due gare in cui cercherà, come sempre, di dare il massimo:
“Questa sarà una scommessa – riflette- Sono quasi sicuro che tutto sarà deciso in uno sprint verso l’arrivo. Abbiamo una curva a gomito molto stretta, praticamente una inversione di marcia, soltanto 200 metri prima del traguardo. Se riesco ad uscire da quest’ultima curva in buona posizione, so di possedere le qualità per fare un ottimo sprint. Quindi ho delle buone possibilità. Ma questo è ciò che pensano tutti i concorrenti. Così tutti proveranno ad entrare in questa curva davanti agli altri e, in questo modo, ci potrebbe anche essere possibilità di un incidente. Sarà una gara avvincente. Farò del mio meglio e la chiave di tutto sarà evitare qualsiasi problema”.