Mercedes #backtothefuture: un viaggio nell’evoluzione dell’auto

Da quando Bertha Benz, moglie di Carl e inventore della prima automobile, fece il primo lungo viaggio in auto (106 chilometri!) le vetture hanno continuato a progredire: maggiori prestazioni, più comodità, sicurezza… uno sviluppo e una crescita continui, con alcuni “balzi” evolutivi ma tutto sommato con una crescita progressiva, con il risultato che a volte ci si dimentica come si viaggiava solo qualche decina di anni fa.

Per questo motivo Mercedes ha voluto far toccare con mano questa crescita che vivendola quotidianamente rischia di sfuggire (un po’ come quando ti rivede una lontana zia: “quanto sei cresciuto, eri alto così…”). Ma l’occasione ci ha fatto capire un’altra cosa importante: siamo alle soglie, e in alcuni casi è già iniziato, uno di quei “balzi evolutivi” cui accennavamo prima. Una rivoluzione che è figlia di quell’inesorabile megatrend che chiamiamo tecnologia e che si declina alle voci internet, connettività, mobilità, smartphone, pervasività.

Ma andiamo con ordine. Auto, veicoli commerciali e camion antichi e moderni per raggiungere la medesima destinazione sfruttando due itinerari diversi: il vecchio percorso della A1 tra Bologna e Barberino del Mugello, oggi definita “Panoramica”, e la nuova variante di valico. Abbiamo avuto modi di salire e scendere da vetture molto distanti nel tempo: dalla SL del 1968 alla C190 dell’89 per passare alla attuale classe C e all’ultima arrivata, la classe E. E le sorprese non sono mancate… pur avendo vissuto un progresso (soprattutto meccanico e stilistico) decisamente importante il salto che si avverte passando da una vettura del ’68 a una di vent’anni dopo è minimo rispetto a quello che si percepisce passando dalla vecchia all’attuale Classe C.

Capiamoci: in termini di motore, freni, ma anche dal punto di vista dell’ergonomia (per non parlare della sicurezza) il salto si avverte, ma dal punto di vista della guida in quanto tale l’approccio con la vettura è sostanzialmente identico. Oggi non è più così, e se si passa alla Classe E le differenze sono ancora più marcate. Guidare qualche decina di anni fa era un’attività, un impegno non privo di difficoltà (per questo era anche più appagante a volerla dire tutta) e per questo anche più stancante; oggi viaggiare sulla Classe E, per esempio, è un’attività rilassante. Il cambio automatico è uno spettacolo, quasi non si percepisce il passaggio da un rapporto all’altro, si viaggia nella comodità e nel silenzio, coccolati da una quantità di informazioni che ci dicono dove siamo, dove stiamo andando, quando arriveremo, se è tutto a posto, ecc ecc.

Cambia l’approccio con l’auto, e questo è uno di quei megatrend che non si possono modificare, però si può cercare di gestirli al meglio, traendo il maggior vantaggio possibile dalla situazione. Se prima d salire su una Mercedes di ultima generazione l’idea della guida autonoma ci faceva rabbrividire, dobbiamo dire che dopo aver provato le prime applicazioni di questa tecnologia ci siamo piuttosto ricreduti… Insomma, un interessante viaggio quello proposto da Mercedes, dove nel passggio dal passato al presente si è aperta una finestra sul futuro.

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