Gli anni Ottanta per Peugeot significano molto, in particolare il risorgimento di un marchio che anche grazie ai propri successi sportivi è riuscito a risollevarsi. Quegli anni per Peugeot sono rappresentati dall’iconica 205, la 305 e, dal 1985, la 309. Quando otto anni più tardi venne sospesa la produzione di quest’ultimo modello ne furono prodotti ben 1.638.623 esemplari. La Peugeot 309 doveva nascere con il marchio Talbot (di proprietà del gruppo francese) ma, vista la scomparsa del marchio, vede la luce con il logo del leone sulla calandra ed adotta diverse componenti della 205 da cui si distingue per un passo più lungo e carreggiate allargate che la rendono molto più stabile in percorsi ricchi di curve.
Una maggior capacità di carico e un coefficiente aerodinamico molto interessante per l’epoca di 0,33, ne facevano una vettura veloce ma non per questo poco pratica. La declinazione GTI nasce invece nel 1987 (inizialmente solo a tre porte) ed adotta la meccanica della 205 GTI più potente, il motore da 1,9 litri in grado di erogare 130 CV.
È proprio di quest’ultima che parliamo oggi, è infatti una delle tre vetture scelte da Peugeot Italia per fare da ponte tra passato e presente al Salone Auto e Moto d’Epoca di Padova. Una primissima serie, totalmente conservata, immatricolata 30 anni fa a Milano e custodita gelosamente da due fratelli, gli unici proprietari fino a pochi mesi fa di questa ormai rara sportiva del Leone. La prima versione della 309 GTI, datata 1987, sfruttava il propulsore della 205 GTI garantendo quindi una potenza massima di 130CV. Successivamente la “donatrice” – sulla sola 309 a 3 porte – divenne la nota 405 Mi16, da cui venne trapiantato il quattro cilindri in linea da 1.9 litri con testata a 16 valvole capace di ben 160CV. L’auto permise a molti piloti privati di mettersi in gara con gli ufficiali, dimostrando il proprio valore in più di un’occasione.
“E’ quasi scontato affiancare il mondo dei rally al mito Peugeot GTI. Un mito costruito a metà degli anni Ottanta proprio con le vittorie della 205 turbo 16 prima nel Mondiale rally e, poi, nelle strepitose cavalcate alla Parigi Dakar.” Racconta Paolo Andreucci, che quest’anno ha portato alla Casa del Leone il decimo iride nel CIR, il Campionato Italiano Rally “E per chi come me in quegli anni, da ragazzo, si avvicinava a questa disciplina era inevitabile sognare le vetture del Leone, non solo nella versione più rabbiosa dei Gruppi B ma anche e, soprattutto, nelle sue derivazioni stradali. Quelle più facili da avere. Stagione 1991, una Peugeot 309 con cui affrontare le speciali cronometrate e lei, una Peugeot 205 GTI 1.9 130 CV, muletto con cui fare le ricognizioni prima della gara e andare a fare il ganzo in discoteca il sabato sera.”