Grande clamore ha suscitato la notizia dell’ammissione, da parte di Volkswagen e dell’AD Winterkorn, di aver falsificato i dati sulle emissioni delle auto Diesel, per mezzo di un apposito software. “Mi scuso con tutti”, esordisce Winterkorn, ma nel frattempo i titoli Volkswagen crollano i borsa e perdono il 19% (in mattinata era al -15%, ma ha toccato anche il -22%). Anche l’EPA, l’ente che negli Stati Uniti certifica questi dati, si è detto molto deluso, e di non aspettarsi un simile sotterfugio da parte di VW. Queste le parole dei vertici VW: “Lo abbiamo ammesso davanti alle autorità, adesso collaboriamo attivamente”.
Dapprima è arrivato il richiamo per ben 500mila vetture negli Stati Uniti, seguito da una vendita massiccia di titoli VW alla Borsa di Francoforte. Winterkorn, per tentare di riconquistare la fiducia degli investitori nel Gruppo, ha dichiarato: “Mi scuso personalmente in tutti i modi, per aver perso la fiducia dei nostri clienti e del pubblico. Quanto accaduto ha per tutti noi del direttivo e per me personalmente la massima priorità. Una cosa, però, deve essere chiara, la Volkswagen non tollera alcuna violazione delle regole o delle leggi” e quindi “farà tutto il possibile per recuperare la fiducia persa. Lavoriamo con le autorità in modo completo e per chiarire tutta la vicenda in modo rapido e trasparente”.
Le vetture protagoniste dello scandalo dei dati truccati sono Volkswagen e Audi prodotte tra il 2009 ed il 2015; il software utilizzato permetteva di rilevare i dati sono in alcuni precisi istanti, diminuendo in maniera sensibile la media di emissione di monossido di azoto. Staremo a vedere come si svilupperà la faccenda.