In un mercato dei SUV sempre più affollato, distinguersi non significa soltanto proporre dimensioni, motorizzazioni o prezzi competitivi. Serve un’identità immediatamente riconoscibile, soprattutto quando si tratta di un marchio che deve ancora farsi conoscere dal grande pubblico. Omoda 5 ha rappresentato proprio questo passaggio per Omoda, diventando il primo modello con cui il marchio del gruppo Chery si è presentato sul mercato italiano nel 2024.
Lunga circa 4,37 metri nella configurazione con cui ha debuttato sul mercato italiano, appartiene al segmento dei SUV compatti di segmento C, ma cerca di allontanarsi dall’immagine più tradizionale della categoria attraverso uno stile vicino al mondo dei crossover e dei SUV coupé.
Il frontale è probabilmente l’elemento che caratterizza maggiormente la Omoda 5. L’ampia calandra occupa una parte importante del muso ed è accompagnata da luci diurne sottili posizionate nella parte superiore e gruppi ottici sviluppati verticalmente, una soluzione che separa visivamente le diverse funzioni luminose.
Anche il profilo evita le proporzioni troppo squadrate tipiche di alcuni SUV. Il tetto tende a scendere verso la coda, mentre montanti e lunotto inclinati contribuiscono a creare una silhouette più dinamica. Nella parte posteriore, spoiler e gruppi ottici enfatizzano ulteriormente questo carattere.
Il risultato è un’auto che cerca di combinare presenza da SUV e dettagli stilistici più sportivi, rivolgendosi a chi vuole le proporzioni e la praticità di questo segmento senza necessariamente scegliere un modello dall’aspetto tradizionale.
Lo stesso approccio prosegue nell’abitacolo. Una delle caratteristiche più evidenti della Omoda 5 è infatti la plancia sviluppata orizzontalmente, nella quale strumentazione digitale e sistema multimediale vengono integrati in un’unica area visiva.
Sulle versioni commercializzate in Italia al lancio, la dotazione comprendeva un doppio display da circa 12 pollici dedicato a strumentazione e infotainment, mentre la presenza di pochi comandi fisici contribuiva a creare un ambiente essenziale e contemporaneo.
La tecnologia non viene quindi semplicemente aggiunta alla plancia, ma diventa uno degli elementi principali del suo design. È una filosofia ormai diffusa nei modelli di nuova generazione e che sulla Omoda 5 contribuisce soprattutto a dare all’abitacolo una percezione moderna fin dal primo impatto.
A questo si aggiungono soluzioni pensate per l’utilizzo quotidiano dello smartphone, come Apple CarPlay e Android Auto wireless e la ricarica senza fili, che riducono la necessità di utilizzare cavi durante gli spostamenti.
La forte presenza degli schermi non significa rinunciare completamente alla praticità. Con un passo di circa 2,61 metri, la Omoda 5 offre un abitacolo compatibile con le esigenze tipiche
di un SUV compatto, compresi gli spostamenti con più passeggeri. Il tunnel centrale presenta inoltre spazi ricavati per riporre gli oggetti utilizzati quotidianamente.
È un aspetto importante perché la tecnologia funziona davvero quando si integra con l’utilizzo reale dell’auto, senza trasformare l’abitacolo in un semplice esercizio di stile.
L’evoluzione della Omoda 5 passa anche attraverso una gamma di motorizzazioni pensata per esigenze differenti. La proposta con cui il modello si è fatto conoscere in Italia è il 1.6 TGDI turbo benzina da 147 CV, abbinato al cambio automatico a doppia frizione a sette rapporti e alla trazione anteriore. Una configurazione tradizionale nell’alimentazione, ma inserita in un SUV che punta molto sulla dotazione tecnologica e sull’equipaggiamento.
Sulla stessa base è disponibile anche la possibilità di utilizzare il GPL attraverso un impianto BRC, una soluzione che amplia le alternative per chi percorre molti chilometri e vuole affiancare alla benzina un secondo carburante. Non si tratta quindi di un modello completamente separato, ma di un’ulteriore possibilità legata alla motorizzazione 1.6 TGDI.
A questa impostazione si è aggiunta Omoda 5 SHS-H, dove la sigla identifica il Super Hybrid System nella sua configurazione full hybrid. In questo caso il sistema combina un motore 1.5 TGDI con la componente elettrica per una potenza complessiva dichiarata di 224 CV. La batteria viene gestita automaticamente dal sistema e non richiede una ricarica esterna: nelle diverse condizioni di marcia l’auto può utilizzare la componente elettrica, quella termica oppure combinarle in funzione della richiesta di potenza e dell’efficienza.
La presenza di benzina, GPL e full hybrid rende quindi la motorizzazione un altro elemento attraverso cui Omoda 5 cerca di rivolgersi a utilizzi differenti, senza legare il modello a un’unica tecnologia di propulsione.
Un altro elemento con cui Omoda 5 ha cercato di posizionarsi nel segmento riguarda i sistemi di assistenza alla guida. Già sull’allestimento Comfort previsto per il mercato italiano erano presenti tecnologie come Adaptive Cruise Control, monitoraggio dell’angolo cieco, avviso e prevenzione dell’uscita dalla corsia, Emergency Lane Keeping e Rear Cross Traffic Alert.
Il loro obiettivo non è sostituire il conducente, ma assisterlo nelle situazioni più comuni: mantenere una distanza adeguata dal veicolo che precede, segnalare la presenza di mezzi difficili da vedere negli specchietti o aiutare a controllare la traiettoria.
Questa attenzione alla sicurezza è stata accompagnata anche dalle cinque stelle ottenute dalla Omoda 5 nei test Euro NCAP, un elemento significativo per un modello chiamato a costruire la reputazione di un marchio ancora nuovo per molti automobilisti italiani.
Omoda 5 è interessante soprattutto perché racconta bene quanto stia cambiando il segmento dei SUV compatti. Dimensioni relativamente contenute non significano più necessariamente dotazioni essenziali: connettività, strumentazione digitale, assistenza alla guida e un design riconoscibile sono ormai diventati elementi centrali nella scelta.
Anche la progressiva diversificazione delle motorizzazioni va nella stessa direzione: benzina, GPL e tecnologia full hybrid permettono di interpretare lo stesso modello secondo esigenze di utilizzo differenti, dal tragitto quotidiano alle percorrenze più elevate.
Per chi vuole approfondire le configurazioni e le alternative oggi disponibili, la nuova gamma SUV Omoda permette di valutare come questo linguaggio stilistico e tecnologico si stia evolvendo sui diversi modelli del marchio.
La Omoda 5 ha avuto quindi un compito che va oltre quello del singolo modello: presentare al mercato italiano una nuova interpretazione del SUV compatto, puntando su undentità visiva marcata, una gamma di propulsioni diversificata e su una dotazione tecnologica capace di giocare un ruolo concreto nell’esperienza quotidiana a bordo.